Studioso, critico, poeta, saggista, editore, oratore, uomo politico nel senso più esteso del termine, vale a dire guida disinvolta di ogni conversazione, ma anche uomo d'azione capace di interventi rischiosi nel cuore delle vicende civili; e conversatore stupendo per l'estensione di voce - dai toni di rigore e dell'indignazione alle invenzioni di uno humor inarrivabile; Franco Antonicelli fu anche fotografo e disegnatore. Bisognava averlo conosciuto bene per sapere che tutte le figure che egli impersonava, apparentemente così distanti l'una dall'altra, si componevano nell'unità di un unico, irripetibile, sovrano personaggio.
Giulio Bollati
A ridosso del 40° anniversario della morte di Franco Antonicelli, celebrato a Torino e a Sordevolo con un Convegno intitolato Franco Antonicelli. Il coraggio della cultura, si è avviato un progetto di “museo virtuale” della vita e del lascito archivistico di Antonicelli, che ha impegnato per due anni un Comitato scientifico e una piccola squadra di ricercatori.
La valorizzazione degli archivi legati alla vita e alle opere antonicelliane ha richiesto una ricognizione estesa a varie regioni d’Italia. Da Torino a Pavia, da Firenze e Livorno a Jesi e a Sordevolo: qui Carlotta Cernigliaro, proprietaria della Villa appartenuta al suocero di Antonicelli e fondatrice dell’associazione Zero Gravità che organizza mostre e manifestazioni nella dimora storica, conservava allora per conto di Patrizia Antonicelli dei documenti oggi trasferiti a Torino.
Da quel progetto, grazie anche a testi e immagini della mostra di fotografie e disegni originali dal titolo Franco Antonicelli. Galleria di simboli (Zero Gravità, 1999) che è stata a lungo esposta a Sordevolo, è nata la prima versione del portale francoantonicelli.it, curata da Carlotta Cernigliaro.
Dieci anni dopo la prima messa online, il sito è stato ridisegnato e arricchito su iniziativa di Patrizia Antonicelli e grazie al sostegno del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Torino.
