La passione culturale
Franco Antonicelli «Un italiano anomalo e serio» così Corrado Stajano, mentre Italo Calvino ricorda nel 1977, «accanto alla figura così rigorosa, risentita, fiera, soprattutto la sua leggerezza, il suo garbo, il suo humour». La generosità insita nel suo carattere lo portò a esprimersi nei più diversi campi della produzione intellettuale, ma non accadde mai che la sua passione per la cultura lo condusse verso un unico mestiere: letterato, poeta, giornalista, capo della Resistenza, politico, operatore culturale, direttore artistico, senatore, eccole tutte le sue scelte, sempre «contro».
Instancabile e accanito antifascista già presidente a 42 anni del Cln Piemonte, poi senatore della sinistra indipendente, raffinato umanista laureato in Lettere e in Giurisprudenza, Franco Antonicelli fu innanzitutto un innovatore in campo culturale; con il suo lavoro intellettuale e il coraggio, ha influenzato, oltre alla sua generazione, le due che l’hanno seguita. “Se per vivere una vita piena sono indispensabili intelligenza, fegato e cuore, Franco Antonicelli li aveva tutti e tre”, Aldo Ricci.
