Galleria dei video
Nella prefazione a una delle poche raccolte di suoi testi che volle pubblicare, Il soldato di Lambessa (ERI 1956, ora Aragno 2024), Antonicelli alludeva a quello che talvolta gli veniva rimproverato come “eclettismo” citando alcuni versi dell’Orlando Furioso: “il buono / suonatore […] spesso muta corda, o varia suono / ricercando ora il grave ora l’acuto”. Indagare oggi i segreti della sua energia apparentemente inesauribile richiede dunque di ripercorrere le varie strade che ha intrapreso, a far risuonare tutte le corde della sua personalità di editore e bibliofilo, scrittore e autore di versi e canzoni, disegnatore e conduttore di trasmissioni radiotelevisive, Senatore della Repubblica italiana… e tanto altro.
Per questo, trascorsi i cinquant’anni della sua morte, con Patrizia Antonicelli si è deciso di raccogliere una serie di interviste filmate a personalità che hanno conosciuto suo padre o ne hanno studiato la vita e l’opera da punti di vista differenti. Ecco le prime testimonianze di una serie che è destinata a continuare.
Credits
FRANCO ANTONICELLI
Amici e compagni di strada
Un progetto di Patrizia Antonicelli
Regia – Immagini – Montaggio
Antonio Carola
Interviste
Patrizia Antonicelli e Claudio Panella
Con il sostegno di
Prova Films
Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino
Unione culturale Franco Antonicelli
Franco Antonicelli e le sue storie
15:00
31:10
20:13
26:04
14:31
15:34
Carlotta Cernigliaro – Ci fu un tempo
L’attuale Villa Cernigliaro di Sordevolo era nota un tempo come Villa Germano. Ne era infatti proprietario il notaio Annibale Germano la cui unica figlia Renata si sposò con Franco Antonicelli alla metà degli anni Trenta, quando lui fu costretto dal regime a un periodo di confino ad Agropoli (Salerno). A Sordevolo si riunivano in quegli anni i più importanti intellettuali antifascisti italiani e qui nacque anche Patrizia Antonicelli. Dal 1998 la Villa è sede dell’associazione Zero Gravità, fondata da Carlotta Cernigliaro che vi organizza mostre e manifestazioni culturali riuscendo così a conservare la vocazione storica della dimora.
Claudio Dellavalle – Un militante illuminato tra politica e cultura
Claudio Dellavalle è stato docente di Storia contemporanea all’Università degli studi di Torino, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza in Piemonte, fondato da Franco Antonicelli, e vicepresidente dell’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia di Milano, cui lo stesso Antonicelli molto contribuì insieme al suo creatore Ferruccio Parri al quale è oggi intitolato. Dellavalle conobbe Antonicelli nel 1967, quando si trasferì a Torino per svolgere attività di ricerca sulla lotta di Liberazione. Lo accompagnò anche in alcuni comizi quando, nel 1968, Antonicelli accettò di candidarsi alle legislative come indipendente di sinistra, e lo aiutò persino per certe sue ricerche su Guido Gozzano.
Susanna Egri – I primi passi della Rai
Nell’immediato secondo dopoguerra, Susanna Egri iniziò con determinazione una carriera nel mondo della danza che prosegue da oltre ottant’anni. Malgrado la tragica perdita del padre Ernest Egri Erbstein, l’allenatore del Grande Torino rimasto vittima dell’incidente aereo di Superga del 1949, la giovane coreografa e ballerina riesce a suscitare anche l’attenzione di Franco Antonicelli, che le presenta uno spettacolo e la ritrova in Rai, agli esordi della Tv sperimentale che allora stava vedendo la luce proprio a Torino.
Emilio Jona – Il Cantacronache. La nascita di un movimento
Oltre a sposare una nipote di sua moglie Renata, Emilio Jona ha conosciuto bene Franco Antonicelli quando ha preso il via l’avventura del Cantacronache per cui l’allora giovane avvocato, pendolare tra Biella e Torino, scriveva testi di canzone.
Per lui e i suoi compagni (Liberovici, Straniero, De Maria, Margot Galante Garrone e Amodei) Antonicelli era un riferimento in quanto uomo di cultura che incarnava la continuità tra l’antifascismo praticato nel ventennio e quello trasmesso alle generazioni successive con ogni mezzo, compresa la canzone.
Inoltre, l’inesausta attività di raccoglitore di memorie popolari che Antonicelli praticava in quegli anni ispirò senz’altro l’attività di etno-musicologo che Jona ha portato avanti fino ai giorni nostri con il Centro Ricerca Etnomusica Oralità (CREO).
Fausto Amodei – Il Cantacronache. La pratica dell’antifascismo
Negli anni Cinquanta Fausto Amodei conobbe Antonicelli in due vesti: alla Rai, nella sede di Torino, dove lavorava anche il suo amico Michele Straniero e dove l’architetto Amodei fu incaricato di realizzare le scenografie di alcune trasmissioni; e poi in qualità di autore di canzoni, genere che Antonicelli frequentava fin da quando scrisse Festa d’aprile, ispirata a uno stornello sentito nel carcere di Regina Coeli durante la guerra e musicata poi da Sergio Liberovici.
Non è dunque un caso che il 3 maggio 1958, Antonicelli abbia consentito al gruppo di giovani riunitisi sotto al nome di Cantacronache (Liberovici, Straniero, Jona, De Maria, Margot Galante Garrone e Amodei) di esordire nella sala della sua Unione culturale con lo spettacolo 13 canzoni 13. Per il gruppo scrisse anche la presentazione dell’album Cantacronache1 oltre a brani come Canto del bastone, musica di Amodei, o Lungo i fiumi, ancora con Liberovici.
Furio Colombo – Un modello di antifascismo
Nel 1954 i giovani Furio Colombo – Un modello di antifascismoFurio Colombo, Umberto Eco e Gianni Vattimo vincono un concorso per entrare a lavorare in Rai. Quei ragazzi destinati a diventare figure di primo piano della cultura italiana vengono incaricati di realizzare un programma culturale intitolato Orizzonti che per la prima volta si rivolgeva a un pubblico televisivo giovanile. Antonicelli diventa per loro un consigliere prezioso sia grazie alla sua esperienza di autore e conduttore Rai sia come riferimento di rigore morale di matrice antifascista.
Franco ANTONICELLI
Amici e compagni di strada
Un progetto di
Patrizia Antonicelli
Regia – Immagini – Montaggio
Antonio Carola, Cyril Bérard
Interviste
Patrizia Antonicelli, Claudio Panella
Assistente di Post-Produzione
Patrizia Gaia Canziani, Anastasiya Shostak
Archivi
Archivi Personali – Patrizia Antonicelli
Archivi Personali – Furio Colombo
Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci
ANCR – Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza
Orizzonte (sigla) – Settimanale per i giovani, 1955 – Rai Teche
Archivi Personali – Monti Augusto (1900 – 1966) – Archivio.quirinale.it
Torinocronaca.it, Torino.corriere.it, Lastampa.it,
Latigredicarta.it, Frammentirivista.it
Musica
Sergio Liberovici, Fausto Amodei, Franco Antonicelli – Festa d’Aprile, 1948
Sito e diffusione
Braman SRL – SB
Con il sostegno di
Prova Films
Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino
Unione culturale Franco Antonicelli
Ringraziamenti
Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno contribuito,
ognuno a modo suo, alla riuscita di questo progetto.
Fair Use
L’uso di materiali di terzi è conforme all’art. 70 della L. 22 aprile 1941, n. 633.
Tali materiali sono impiegati esclusivamente per finalità di critica e discussione, come chiarito dalla Cassazione (sent. 7 marzo 1997, n. 2089).
Data intervista : Febbraio 2024
Memorie e voci della Resistenza
Memorie e voci della Resistenza
48:33
35:02
Contributo dell’avvocato Riccardo Rossotto
La memoria è un valore individuale e collettivo non negoziabile. Un paese senza memoria è un paese senza identità. Soprattutto per i giovani. Siamo partiti da questa constatazione con l’amico Marino Bronzino per pensare ad una serie di video che recuperassero la memoria della Resistenza a TORINO. Le drammatiche vicende dei venti mesi della guerra civile. La storia di quei protagonisti che ci permisero di riconquistare la libertà dopo “la vergogna del regime fascista“, come disse Franco Antonicelli.
Abbiamo voluto iniziare questo percorso della memoria proprio dal presidente del CLN torinese in quell’aprile del 1945. Antonicelli insieme a tutti i membri di quel comitato, gestì in clandestinità la lotta contro le polizie neofasciste, pianificando la liberazione della città. Dopo l’arresto del generale Perotti e dei suoi compagni, a fine marzo del 44, il CLN piemontese era stato praticamente decapitato. Ai sopravvissuti di quella terribile retata si poneva un bivio drammatico: cessare la lotta o continuarla, assumendosi un rischio enorme per la propria incolumità. Furono proprio Antonicelli, il professor Paolo Greco, l’ingegner Sandro Fiorio e alcuni altri valorosi a decidere che proprio per valorizzare la memoria del sacrificio di Perotti e dei suoi compagni bisognava continuare ad ogni costo, anche rischiando la vita. E fu così che nella conceria Fiorio di via San Donato, il CLN continuò a radunarsi e a mettere le basi per realizzare il sogno di molti torinesi: riappropriarsi della propria libertà. Nei due video che abbiamo realizzato con Bronzino, abbiamo voluto raccontare quella storia, proprio nei luoghi dove si svolse, portando gli spettatori per mano a conoscere quei siti della città dove quel piccolo gruppo di coraggiosi operò per la libertà di tutti.
Siamo partiti proprio dal discorso che Franco Antonicelli fece il 6 maggio 1945, quando tutto era finito, in Piazza Vittorio Veneto, una piazza che per la prima volta dopo vent’anni era stracolma di gente non precettata ma che aveva scelto di voler essere presente in quel momento solenne. Quella storia non va dimenticata, i suoi protagonisti non sono degli eroi mitizzati e lontani da noi. Sono esseri umani come noi, che non avevano nessuna intenzione di morire, ma hanno avuto il coraggio di mettere a repentaglio la loro vita per il bene di tutti. Gli dobbiamo molto e dobbiamo conoscerli meglio per tramandarne la memoria.
Contributo dell’avvocato Riccardo Rossotto
La memoria è un valore individuale e collettivo non negoziabile. Un paese senza memoria è un paese senza identità. Soprattutto per i giovani. Siamo partiti da questa constatazione con l’amico Marino Bronzino per pensare ad una serie di video che recuperassero la memoria della Resistenza a TORINO. Le drammatiche vicende dei venti mesi della guerra civile. La storia di quei protagonisti che ci permisero di riconquistare la libertà dopo “la vergogna del regime fascista“, come disse Franco Antonicelli.
Abbiamo voluto iniziare questo percorso della memoria proprio dal presidente del CLN torinese in quell’aprile del 1945. Antonicelli insieme a tutti i membri di quel comitato, gestì in clandestinità la lotta contro le polizie neofasciste, pianificando la liberazione della città. Dopo l’arresto del generale Perotti e dei suoi compagni, a fine marzo del 44, il CLN piemontese era stato praticamente decapitato. Ai sopravvissuti di quella terribile retata si poneva un bivio drammatico: cessare la lotta o continuarla, assumendosi un rischio enorme per la propria incolumità. Furono proprio Antonicelli, il professor Paolo Greco, l’ingegner Sandro Fiorio e alcuni altri valorosi a decidere che proprio per valorizzare la memoria del sacrificio di Perotti e dei suoi compagni bisognava continuare ad ogni costo, anche rischiando la vita. E fu così che nella conceria Fiorio di via San Donato, il CLN continuò a radunarsi e a mettere le basi per realizzare il sogno di molti torinesi: riappropriarsi della propria libertà. Nei due video che abbiamo realizzato con Bronzino, abbiamo voluto raccontare quella storia, proprio nei luoghi dove si svolse, portando gli spettatori per mano a conoscere quei siti della città dove quel piccolo gruppo di coraggiosi operò per la libertà di tutti.
Siamo partiti proprio dal discorso che Franco Antonicelli fece il 6 maggio 1945, quando tutto era finito, in Piazza Vittorio Veneto, una piazza che per la prima volta dopo vent’anni era stracolma di gente non precettata ma che aveva scelto di voler essere presente in quel momento solenne. Quella storia non va dimenticata, i suoi protagonisti non sono degli eroi mitizzati e lontani da noi. Sono esseri umani come noi, che non avevano nessuna intenzione di morire, ma hanno avuto il coraggio di mettere a repentaglio la loro vita per il bene di tutti. Gli dobbiamo molto e dobbiamo conoscerli meglio per tramandarne la memoria.
